Da OpenClaw a Hermes: perché sto spostando Leonardvs OS
C'è una fase strana quando smetti di "provare tool AI" e inizi a costruirti addosso un sistema operativo personale.
All'inizio sembra tutto un giocattolo: una CLI qui, un bot lì, due automazioni tenute insieme con lo sputo e una promessa solenne tipo "domani sistemo tutto". Poi passa una settimana, quei pezzi iniziano a fare davvero cose, e ti accorgi che il problema non è più "quale agente è più figo".
Il problema diventa: quale agente riesco a far vivere nella mia giornata senza doverlo babysittare ogni tre minuti?
Per me questa cosa ha un nome: Leonardvs OS. È il mio cockpit da dev/creator: contenuti, stream, clip, Notion, Discord, Telegram, automazioni, appunti, script, serverini, esperimenti. Un casino controllato. Almeno nelle intenzioni.
E in questo momento sto spostando il baricentro da OpenClaw a Hermes.

Non perché OpenClaw sia "morto" o inutile. Anzi: OpenClaw mi ha aiutato a entrare nella mentalità giusta, quella dell'agente che non risponde soltanto ma prende in mano task veri. Però Hermes sta diventando più adatto al tipo di macchina che voglio costruire.
La differenza non è solo tecnica. È di ruolo.
OpenClaw lo vedo bene come worker operativo, agente laterale, braccio su una macchina specifica. Hermes lo vedo sempre di più come regia: memoria, canali, cron, skill, strumenti, profili, log, continuità.
OpenClaw mi ha fatto cambiare postura
La prima cosa che mi ha dato OpenClaw non è stata una feature. È stata una postura.
Prima chiedevo all'AI cose tipo: "scrivimi questo", "dammi una mano con quel bug", "fammi un riassunto". Utile, certo. Ma sempre in modalità richiesta-risposta. Io spingo, l'AI risponde, io copio, io incollo, io sistemo.
Con OpenClaw ho iniziato a ragionare diversamente: posso delegare un pezzo di lavoro intero? Posso far girare un agente dentro un progetto? Posso trattare l'AI come una specie di collaboratore junior molto veloce, molto utile, e ogni tanto molto ubriaco?
Quella è stata la soglia mentale.
OpenClaw ha una superficie molto concreta: gateway, agenti, canali, sessioni, comandi da CLI, MCP stdio, task, cron, health, message, approvals. È chiaramente pensato per far passare lavoro vero dentro un agente, non solo per fare conversazione brillante.
Il punto è che, quando provo a trasformare quella soglia in sistema quotidiano, emergono esigenze meno sexy: persistenza, memoria pulita, routine schedulate, canali multipiattaforma, audit, profili separati, procedure che migliorano col tempo, tool che non spariscono appena chiudo una finestra.
Lì Hermes entra meglio nel mio incastro.
Differenze pratiche: dove cambia davvero
Qui non voglio fare la classica tabella da fanboy. Mi interessa cosa cambia nel lavoro reale.
1. OpenClaw è forte come agente operativo/gateway
OpenClaw ha un DNA molto "agent gateway". Dalla CLI puoi lanciare turni agente, gestire canali, gateway WebSocket, MCP channel bridge, task, cron, health, approvals, node host, sessioni e messaggi.
Tradotto: se devo avere un agente su una macchina specifica, magari Windows, che riceve comandi e lavora vicino a OBS, filesystem, browser, tool locali e processi, OpenClaw ha senso.
È il tipo di cosa che posso immaginare così:
OpenClaw Windows = worker locale
- controlla stato macchina
- legge log
- fa healthcheck
- usa skill locali
- risponde a Hermes con output strutturato
Questa parte non la voglio buttare. Voglio incastrarla meglio.
2. Hermes è più adatto come sistema centrale
Hermes invece mi interessa perché nasce già come agente che vive in più posti: terminale, Telegram, Discord, Slack, WhatsApp, Signal e altri canali via gateway. Non devo per forza essere davanti alla CLI. Posso scrivergli da Telegram e chiedergli di controllare Notion, lanciare uno script, leggere un file, aggiornare un cron, preparare un articolo.
Per Leonardvs OS questa cosa pesa tantissimo. Io non voglio "aprire il tool giusto" ogni volta. Voglio parlare con il sistema e fargli usare il tool giusto.
Quindi la differenza diventa:
OpenClaw = ottimo candidato come braccio operativo su una macchina Hermes = ottimo candidato come cervello operativo che coordina canali, memoria e procedure
3. Hermes impara procedure, non solo contesto
Questa per me è la parte grossa.
Hermes non si limita a ricordare "cose su di me". Ha un loop di apprendimento basato sulle skill: quando una procedura funziona, può salvarla come skill; quando una skill è sbagliata o incompleta, può aggiornarla; quando un workflow cambia, può patchare la procedura invece di far finta che vada ancora bene.
È diverso dalla memoria generica.
La memoria dice: "Van usa Notion per il CMS".
Una skill dice: "quando Van chiede un articolo per TheVan.dev, controlla il data source Notion, prepara frontmatter, genera immagini, salva prompt, carica cover via file_upload, verifica blocchi e solo dopo riassumi".
Questa è conoscenza operativa. È il tipo di conoscenza che rende un agente più utile dopo dieci task, non solo più pieno di ricordi.
Ed è esattamente quello che voglio da Leonardvs: non un assistente che ogni volta riparte da zero, ma un sistema che migliora perché inciampa, corregge la procedura e la prossima volta parte già più avanti.
4. Hermes ha cron e automazioni come cittadini di prima classe
Per il mio setup, i cron non sono un accessorio.
Ho già routine che controllano Notion, pubblicazioni, live watchdog, reminder, annunci Telegram/Discord. Un agente centrale deve poter creare, pausare, riprendere, verificare e consegnare job schedulati senza farmi aprire dieci pannelli.
OpenClaw ha anche comandi cron/task, quindi non è assente da quel mondo. Ma Hermes, nel mio uso attuale, è già il posto in cui vivo per gestire questi job dentro la stessa conversazione, con memoria, skill e file locali nello stesso flusso.
5. Hermes è più naturale per il mio content engine
Io sto costruendo TheVan.dev come audience-first: live, clip, devlog, articoli, community, sponsor più avanti. Non mi basta un agente che sappia eseguire codice. Mi serve un agente che tenga insieme:
- bozza editoriale;
- immagini;
- SEO;
- Notion CMS;
- copy Telegram/Discord;
- automazioni di annuncio;
- reminder;
- metriche;
- guardrail sul tono.
Questo non è un singolo task tecnico. È produzione continua.
Hermes si presta meglio a diventare quel livello di regia.
Perché Hermes mi sta prendendo il centro
Hermes non lo sto trattando come "un altro chatbot". Lo sto trattando come middleware operativo.
La differenza è sottile ma enorme. Un chatbot lo apri quando ti serve. Un middleware sta lì, collegato ai canali giusti, con accesso ai file giusti, capace di ricordare procedure, chiamare tool, schedulare controlli e mandarti un ping quando qualcosa richiede attenzione.
Nel mio caso vuol dire cose molto pratiche:
- Telegram come interfaccia rapida, perché non voglio aprire ogni volta un terminale.
- Cron per watchdog e routine, tipo check su Notion, live, pubblicazioni, promemoria.
- Skill riutilizzabili e aggiornabili, così Leonardvs non deve riscoprire ogni volta come funziona il mio setup.
- Memoria persistente, ma solo per le cose che servono davvero nel tempo.
- Profili e toolset, perché non tutti gli agenti devono avere gli stessi permessi.
- Possibilità di restare dentro il mio ambiente: repo, script, file locali, automazioni.
- Session search e log, perché quando dico "cosa avevamo deciso?" non voglio una risposta inventata.
Questa è la parte che mi interessa: non "l'AI che sa tutto", ma un agente che sa abbastanza del mio mondo da essere utile senza diventare invadente.
Il punto vero: evoluzione
Un agente operativo non deve solo fare cose. Deve evolvere.
Se oggi gli insegno come pubblico un articolo, domani non voglio rispiegargli tutto. Se scopriamo che Notion ha cambiato una API, la procedura va corretta. Se una cover non si vede sul sito perché il campo giusto è `Cover file` e non `Cover image`, quella lezione deve diventare workflow. Se un cron manda notifiche nel canale sbagliato, quel guardrail deve rimanere.
Questa è la differenza tra "AI assistant" e "sistema operativo personale".
Nel primo caso hai una conversazione intelligente.
Nel secondo hai una macchina che accumula competenza procedurale. Poco alla volta. Con attrito, bug, patch, log, verifica. Come un vero sistema.
Hermes, con skill e memoria, mi dà un modo più chiaro per costruire questa evoluzione senza infilare tutto in prompt eterni o in appunti dispersi.
La migrazione non è una guerra di religione
Mi sta antipatico il modo in cui parliamo spesso di tool: uno vince, l'altro perde, fine della storia. Nella pratica non funziona così.
OpenClaw può restare utile come agente remoto, soprattutto sulla macchina Windows. Hermes può diventare il regista: quello che riceve richieste da Telegram, decide se fare un probe locale, se parlare con Notion, se aprire una task, o se passare il lavoro a un altro agente via SSH e PowerShell.
Questo è il disegno che mi interessa:
- Io parlo con Leonardvs da Telegram o desktop.
- Hermes capisce il contesto e tiene traccia del lavoro.
- Se serve Windows, passa da SSH + PowerShell.
- Se serve un agente più specializzato, interpella OpenClaw o un altro worker.
- Tutto lascia una traccia: prompt, comando, output, file toccati, stato finale.

Niente magia. Anzi, meno magia possibile.
Quando gli agenti iniziano ad avere permessi veri, la magia diventa debito tecnico con una maschera carina. Io voglio log, limiti e verifiche. Voglio poter dire: "Che cosa hai fatto? Dove? Con quale risultato?" E voglio una risposta leggibile, non un rituale esoterico.
Cosa cambia per Leonardvs OS
Il cambio più grosso è che Leonardvs smette di essere solo "l'assistente che mi risponde" e diventa più simile a un sistema di produzione.
Esempi concreti:
- Creo una bozza articolo in Notion, Hermes può preparare struttura, immagini, excerpt, SEO, CTA e copy per Telegram/Discord.
- Pubblico un pezzo, uno script controlla lo stato e annuncia solo i post in italiano sui canali giusti.
- Durante una live, un watchdog può avvisarmi se qualcosa resta fermo o se manca un marker.
- Se sto preparando contenuti, Leonardvs può trasformare una live in clip idea, thread, post community, backlog.
- Se devo toccare la macchina Windows, Hermes può fare prima probe read-only e poi chiedere conferma per le parti rischiose.
- Se una procedura funziona, diventa skill. Se una skill è incompleta, viene aggiornata. Se cambia il setup, Leonardvs non deve ripartire dal panico.
Questa roba non è glamour. È meglio: è operativa.
Io non ho bisogno di un agente che mi dica "ottima idea". Ho bisogno di un agente che mi dica: "il post è Published, manca solo la cover nel campo giusto, ho verificato i blocchi, vuoi che prepari tre varianti di copy?"
La parte scomoda: fiducia e permessi
Qui arriva il pezzo meno vendibile.
Un agente sempre più integrato è potente, ma anche pericoloso. Non nel senso fantascientifico del "l'AI conquista il mondo". Nel senso molto più banale: cancella un file sbagliato, manda un messaggio nel canale sbagliato, pubblica una bozza, usa un token dove non dovrebbe, fa casino con un database.
Quindi il passaggio a Hermes non è "gli do più potere e speriamo".
È più simile a costruire una cabina di pilotaggio:
- permessi separati;
- azioni distruttive con conferma;
- cron silenziosi quando non c'è nulla da dire;
- log consultabili;
- memoria piccola e utile, non una discarica;
- skill aggiornate quando una procedura cambia;
- agenti remoti trattati come collaboratori, non come divinità.
Se questa cosa funziona, Leonardvs OS diventa una leva. Se la costruisco male, diventa un generatore automatico di entropia. E io di entropia ne produco già abbastanza da solo.

Dove voglio arrivare
Il bersaglio non è avere "il setup AI definitivo". Quella frase puzza già di guru con funnel da 997 euro.
Il bersaglio è più terra terra: ridurre attrito.
Voglio poter dire: "Leonardvs, prepara il pacchetto per questo articolo" e ottenere una bozza vera, immagini, SEO, copy social, task mancanti e verifica finale. Voglio poter dire: "controlla se la live è pronta" e ricevere solo le anomalie, non un papiro. Voglio poter chiedere: "cosa abbiamo lasciato a metà?" e avere una risposta basata su log e stato reale, non su vibrazioni.
Hermes mi sembra più vicino a questa idea perché non nasce solo come finestra di chat. Nasce già con i pezzi sporchi che servono a un agente operativo: tool, gateway, cron, skill, memoria, file, profili.
OpenClaw resta parte della storia. Hermes però sta diventando la spina dorsale.
E la cosa interessante, per me, non è il tool in sé. È il cambio di domanda.
Non più: "quale AI mi risponde meglio?"
Ma: "quale sistema mi aiuta a fare davvero più cose, con meno attrito, più controllo e una memoria procedurale che migliora nel tempo?"
Quella è la soglia che sto attraversando adesso.
E sì, farà casino. Ma almeno sarà un casino tracciabile.